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Le scarpe da running sono cambiate molto negli ultimi 2/3 anni!
Ma i produttori di scarpe hanno fatto poco o nulla per divulgare questi grandi cambiamenti in modo che i corridori (e gli addetti ai lavori che le vendono ai corridori) siano consapevoli dei pro e dei contro di questi grandi cambiamenti.
O meglio, si esaltano alcuni pro (“scarpe più leggere, più ammortizzate”), senza citare i contro.
Anni fa si faceva di più: più clinic di prodotto, più giornate test, più informazione. Era molto stimolante e arricchente.
Come diciamo da anni, manca proprio un metodo per capire e raccontare le scarpe da running. Anche quelli che si usavano in passato (A1/A2/A3/A4) erano già limitati, ed oggi sono proprio inutilizzabili.
E qui tanti si sono già annoiati, perché ritengono che parlare di cose tecniche sia noioso.
Sì, probabilmente lo è.
Anche per questo forse i media non ne parlano più, o poco.
E non invece in cura per prevenire infortuni, come dovrebbe essere. E gli altri due su tre forse stanno “covando” un infortunio, ma non ne sono consapevoli.
Se aggiungiamo che tanti fisioterapisti/osteopati curano bene ma non trasmettono la consapevolezza e gli strumenti di prevenzione ai propri pazienti, il quadro è un po’ desolante. Questi infortuni sono destinati a ritornare.
Ok le endorfine, lo scarico dai pensieri negativi, tutte le cose positive che la corsa fa per la nostra salute mentale. Però se ci infortuniamo non possiamo correre.
Se ci aggiungiamo anche che tra i corridori c’è molta “scaramanzia” nell’acquisto delle scarpe (“mi sono trovato bene con quella, continuo con quella”), nonostante siamo in un momento di grande cambiamento quindi lo stesso modello può cambiare tanto (anche se il nome rimane uguale), il quadro è veramente “allarmante”. A volte sono i clienti stessi a dirmi che sono spaesati.

Quasi nessuno ti aiuta a capire in questo quadro complesso: “buona fortuna”! :-)
Se hai una domanda puoi scrivermi via email gabriele.bonuomo@gmail.com