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Le scarpe da running nel 2024

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Le scarpe da running sono cambiate molto negli ultimi 2/3 anni!

Ma i produttori di scarpe hanno fatto poco o nulla per divulgare questi grandi cambiamenti in modo che i corridori (e gli addetti ai lavori che le vendono ai corridori) siano consapevoli dei pro e dei contro di questi grandi cambiamenti.

O meglio, si esaltano alcuni pro (“scarpe più leggere, più ammortizzate”), senza citare i contro.
Anni fa si faceva di più: più clinic di prodotto, più giornate test, più informazione. Era molto stimolante e arricchente.

Come diciamo da anni, manca proprio un metodo per capire e raccontare le scarpe da running. Anche quelli che si usavano in passato (A1/A2/A3/A4) erano già limitati, ed oggi sono proprio inutilizzabili.
E qui tanti si sono già annoiati, perché ritengono che parlare di cose tecniche sia noioso.
Sì, probabilmente lo è.
Anche per questo forse i media non ne parlano più, o poco.

Peccato che un corridore su tre circa è in cura da un fisioterapista/osteopata per infortunio.

E non invece in cura per prevenire infortuni, come dovrebbe essere. E gli altri due su tre forse stanno “covando” un infortunio, ma non ne sono consapevoli.

Se aggiungiamo che tanti fisioterapisti/osteopati curano bene ma non trasmettono la consapevolezza e gli strumenti di prevenzione ai propri pazienti, il quadro è un po’ desolante. Questi infortuni sono destinati a ritornare.

Corriamo per star bene, o corriamo per star male?

Ok le endorfine, lo scarico dai pensieri negativi, tutte le cose positive che la corsa fa per la nostra salute mentale. Però se ci infortuniamo non possiamo correre.

Se ci aggiungiamo anche che tra i corridori c’è molta “scaramanzia” nell’acquisto delle scarpe (“mi sono trovato bene con quella, continuo con quella”), nonostante siamo in un momento di grande cambiamento quindi lo stesso modello può cambiare tanto (anche se il nome rimane uguale), il quadro è veramente “allarmante”. A volte sono i clienti stessi a dirmi che sono spaesati.

Quali sono questi grandi cambiamenti avvenuti nelle scarpe da running?

  1. Scarpe più leggere: aspetto sicuramente positivo, ma che spesso vuol dire che durano di meno (ogni quanto cambi le tue scarpe da running?)
  2. Scarpe più alte: aspetto anche positivo, ma che per qualcuno (la soggettività è tutto!) non va bene, soprattutto perché le scarpe alte sono anche leggere quindi il materiale si può deformare e perdere stabilità in poco tempo
  3. Tomaie più destrutturate: esteticamente molto belle, rimandano a concetti di prestazione, ma per qualcuno serve più struttura (specialmente per camminatori e corridori lenti/pesanti). Prima di mettere dei plantari valutiamo bene quello che le scarpe possono fare!
  4. La curvatura anteriore: facilita la spinta finale (toe-off), a volte ruba spazio nella parte anteriore e quindi attenzione a scegliere bene la taglia per non avere problemi alle dita dei piedi
  5. Piastre in carbonio: discorso un po’ più di nicchia, anche se paradossalmente si è parlato più di questo che dei punti precedenti. E’ molto più importante prendere consapevolezza dei punti precedenti che della piastra in carbonio!

Quasi nessuno ti aiuta a capire in questo quadro complesso: “buona fortuna”! 🙂

Se hai una domanda puoi scrivermi via email gabriele.bonuomo@gmail.com

Scritto da Gabriele Bonuomo

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