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Allenamento running Lydiard

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Arthur Lydiard è stato un allenatore di corsa negli anni Sessanta e Settanta.
E’ considerato il “padre” dell’allenamento per il running.
I suoi insegnamenti sono e sono stati il riferimento per molti allenatori di corsa in tutto il mondo.
La rivista Runner’s World l’ha nominato All time best running coach!

Ho avuto la fortuna e il piacere di imparare il metodo di allenamento Lydiard direttamente da Lorraine Moller (www.lydiardfoundation.org) e da Colin Lancaster (www.lydiardfoundationuk.org), che sono i principali eredi di Lydiard!

Ho conseguito la certificazione di secondo livello. Al momento la prima e unica persona italiana ad ottenerla!

Principi, non formule!

La nostra stupida cultura occidentale è ossessionata dalle formule e dalle ricette!
Lydiard dice che i principi sono importanti, non le formule!
Perchè le formule sono soggettive: la stessa formula non va bene per tutti e in tutti i momenti.

Pensa che Lydiard allenava negli anni Sessanta: non esistevano gli orologi GPS e tutta la tecnologia che abbiamo adesso!
Tuttavia si vincevano le Olimpiadi con dei tempi non molto distanti da quelli di oggi, se paragonati ad esempio al progresso che la società ha fatto in altri ambiti (come le macchine, gli aerei, i grattacieli, ecc ecc)

La corsa è uno sport dove la componente determinante è ancora l’essere umano! L’allenamento Lydiard per il running pone al centro l’essere umano e la sua fisiologia.

Lydiard ha individuato 5 principi fondamentali. Quali sono?

  1. Una grande base aerobica. Il corpo può produrre energia con tre sistemi, ma in tutti gli sforzi sopra i due minuti di durata il sistema prevalente è quello aerobico (gli altri due sono importanti solo negli sforzi brevi). Chi corre deve sviluppare una grossa base aerobica. Per sviluppare una base aerobica bisogna allenarsi ad un’ intensità aerobica, che è (semplificando) un’ intensità medio/bassa. Quando vado a correre vedo soprattutto gente col fiatone che va a tutta! Non è un’intensità aerobica, è non è buon modo di allenarsi! Pensa che anche i kenyani che vincono maratone in 2 ore corrono la maggior parte dei loro kilometri molto lentamente!
  2. Adattamento. Ogni allenamento deve essere assorbito bene prima di poter procedere con quello successivo! Il grosso limite di applicare alla lettera delle tabelle è che non si tiene conto dell’adattamento, che è individuale da persona a persona, e diverso da momento a mento. Seguire un programma senza attendere l’adattamento è controproducente! Il corpo è una spugna e l’allenamento è l’acqua: se la spugna non assorbe, puoi buttarci sopra dell’acqua ma la stai sprecando.
  3. Feeling based. In italiano sarebbe “ascoltare il corpo”. Il runner deve imparare a interpretare e leggere i segnali del corpo, che sono importantissimi! Oggi l’ utilizzo massiccio e cieco della tecnologia allontana sempre di più i runner dalle proprie sensazioni. Invece il miglior orologio è quello del corpo, che ci dice l’intensità giusta, il ritmo giusto, la fatica giusta per svolgere l’allenamento che ci serve in quel preciso momento! Negli anni Settanta non usavano orologi gps e cardio, ma ci si allenava lo stesso per vincere le Olimpiadi e fare record!
  4. Sviluppo sequenziale. Per allenarsi serve un metodo. Un metodo è caratterizzato da delle fasi. Ogni fase e ogni allenamento è propedeutica/o per quella/o successiva/o. Senza una sequenza non è un metodo. Senza un metodo ci si allena a caso. “Non è l’atleta più forte che vince, ma quello meglio preparato!”
  5. Timing. Fare degli allenamenti ben fatti ma nel momento sbagliato è deleterio! Il timing è tutto!

Oggi le persone che corrono o che iniziano a correre sanno poco di come funziona il corpo umano! In più, vogliono tutto e subito!
Se ti vuoi allenare per ottenere risultati servono tempo e metodo!
Non serve fare allenamenti duri, serve fare allenamenti intelligenti con un timing corretto per arrivare al meglio il giorno dell’obiettivo!
Qualsiasi sia il tuo obiettivo! Grande o piccolo!

Se cerchi un buon metodo di allenamento, Lydiard è quello giusto per te!
Contattami qui

Scritto da Gabriele Bonuomo

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