Tecnologia

Oggi la tecnologia è parte integrante della nostra vita. Anche delle nostra vita sportiva.
La tecnologia ci consente di fare e misurare cose che solo pochi anni fa nessuno si immaginava fossero possibili. E in futuro sarà sempre più così, perchè la tecnologia progredisce a ritmi vertiginosi.

L’applicazione della tecnologia in ambito sportivo, e in particolare nella corsa, ha tantissimi lati positivi.

L’unico lato negativo è che ci disconnette da noi stessi. Non sentiamo più, non ci sentiamo più, non ci conosciamo (atleticamente parlando).

In più l’avanzamento prepotente della tecnologia tende a portarci alla ricerca della perfezione, del vantaggio incrementale, di quel 1% di performance in più. Ma spesso non ci accorgiamo che così facendo perdiamo di vista “i fondamentali”, quindi il restante 90%-99% della performance.

Imparare a correre è anche questo: back to basics! Poi quando hai imparato a correre, vai ed allenati con tutta la tecnologia che vuoi!

Recentemente ho letto due interventi su questo argomento, sul fatto di “sentirsi” e “conoscersi”, da parte di due sportivi che stimo e seguo

Una è Siri Lindley, ex campionessa e allenatrice di triathlon di fama mondiale

“… just realizing that when you really do turn off the phone, leave the Garmin at home, and fully connect to yourself, the experience is so incredibly powerful. You can learn so much about you…” (leggi il post su Facebook)

Una è di Kilian Kornet Burgada, atleta fenomenale, campione di corsa in montagna, scialpinismo, alpinismo: guarda il video su YouTube.