Running Wolf

Correre è ben altro che camminare veloce

(Laufen ist alles andere als schnelles Gehen)

Patrick Lange, Ironman World Champion 2017 e recordman nella maratona con 2h39'.

Questa affermazione può suonare all’apparenza molto banale e spesso è seguita dallo sguardo interrogativo di chi corre da tanto tempo. Si comprende quanto sia veritiera, in realtà, soltanto se si fa una chiacchierata con l’allenatore al momento più famoso nel triathlon: Wolfgang Schweim.

Da quando nel 2016 Patrick Lange ha festeggiato all Ironman di Kona, Hawaii, il suo primo vero successo, con un nuovo record in maratona di 2:39:45 e un terzo posto assoluto, ancor di più dopo la sua vittoria a Kona nel 2017, nonché dopo il terzo posto di Laura Philipp ai campionati del mondo Ironman 70.3 sempre nel 2017, Wolfgang Schweim è, non a caso, al centro dell’attenzione di molti triatleti e corridori.

Per comprendere la sua idea di corsa veloce ed efficiente e per realizzarla nel modo migliore, si deve conoscere la sua persona e la sua storia nel mondo della corsa, nonché essere pronti a confrontarsi con qualcosa di “nuovo”. Persino i triatleti e i corridori professionisti devono iniziare con il suo corso base per comprendere le basi della sua filosofia.

L'articolo originale lo trovi qui a pag.58

IO NON REINVENTO LA CORSA!

Chi è Wolfgang Schweim, anche conosciuto come “Running Wolf”, e cosa lo rende un allenatore così efficace?
Abbiamo fatto visita al 65enne nella sua casa delle vacanze a Mallorca e abbiamo conosciuto un appassionante metodo di allenamento per chi corre e una persona molto interessante. “Sono consapevole che i successi di Patrick Lange e Laura Philipp rappresentano per me dei colpi di fortuna assoluti”, esordisce l’esperto, e continua: “Perciò di sicuro non ho reinventato la corsa, ma ne ho una visione particolarmente globale e nella mia teoria di uno stile di corsa economico e veloce considero regole logiche e fisiche. Questo si nota nel caso di Patrick e Laura. Ciò che forse in un primo momento può suonare strano è che io mi occupo in modo approfondito anche della personalità dell’atleta con cui collaboro.”

Gabriele segue la formazione con Wolfgang in Germania (luglio 2015)

CHI È VERAMENTE IL GURU DELLA CORSA?

Wolfgang Schweim, nato a Bad Segeberg (Germania) nel 1952, fin da bambino è sempre stato una persona attiva. Da ragazzo studia per diventare ballerino, ma deve abbandonare questa strada, perché non ha il denaro per finanziarsi gli studi. È un hippie che si adatta malvolentieri alle regole del sistema e il suo più grande amore è la musica. È un batterista, ma anche un produttore e un paroliere di talento, tuttavia non riesce ad affermarsi in questo campo. Ad appena vent’anni si avvicina piuttosto casualmente alla corsa. Al lago Küchensee, vicino a Ratzeburg (Germania), osserva i canottieri che ogni mattina fanno un giro intorno al lago, lungo all’incirca 7,4 km. La loro attività lo colpisce e si allena così tanto che alla fine riesce a percorrere correndo lo stesso tratto senza fermarsi. A questo punto bisogna ricordare che all’inizio e durante gli anni Settanta la corsa non era affatto diffusa come sport di massa – anzi, spesso chi correva veniva ritenuto completamente pazzo. Tuttavia, questo non sembra importare a Wolfgang, che decide di iscriversi a una gara. “La competizione in realtà si rivelò una catastrofe. I ragazzi dell’atletica leggera mi superarono quasi tutti”, racconta il sessantacinquenne ricordando la sua prima esperienza di corsa. Nonostante ciò la giornata fu un successo. Horst Pape, l’allenatore di quei ragazzini scattanti, riconobbe al primo colpo il talento e la volontà della prestazione di Wolfgang e gli si avvicinò per parlargli. Al successivo allenamento ufficiale del suo gruppo di atletica leggera anche l’allora ventiduenne era in pista. “È stata una scuola difficile, ma sono molto grado a Horst Pape.” Anche se Wolfgang non sarebbe mai stato tra gli atleti di punta, la sua passione per la corsa si era accesa. Oggi molti si leccherebbero le dita con i suoi tempi di 32 minuti sui 10 km.

Frenare, fermarsi, accelerare – funziona così la ‘corsa a singhiozzo’. Nessuno guiderebbe ma in questo modo e anche nella corsa è tutt’altro che efficace e veloce!
La scarpa deve essere adatta allo stile di corsa.

CORRERE, IERI E OGGI

Ai tempi dei nostri nonni andare a correre era impossibile. Negli anni Sessanta si era spesso presi per matti se ci si metteva a correre nei boschi, perché chiunque pensava che questi pazzi sarebbero subito collassati per sfinimento. Negli anni Settanta correre una maratona era come oggi salire l’Everest senza ossigeno… Per molti semplicemente inimmaginabile. Tuttavia, una persona mise in moto con i propri successi il grande movimento del jogging, prima in America e poi in Europa. Si trattò del campione olimpico nella maratona delle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972 – l’americano Frank Shorter. Aveva un bell’aspetto, sapeva parlare bene ed entusiasmare le persone con argomentazioni come “correre è sano”, “si può correre anche per tratti brevi” e ancora “anche le donne sono in grado di correre una maratona”. Così negli USA iniziò il boom del jogging e del fitness, che arrivò in Europa e in Germania alla fine degli anni Settanta e inizio anni Ottanta. Fino ad allora correva soltanto chi faceva parte di un’associazione di atletica leggera e si allenava in modo professionale.
Nel frattempo, il mercato del jogging divenne un ambito di interesse per l’industria sportiva: prima c’erano soltanto semplici scarpe da corsa non ammortizzate, ma la situazione era destinata ben presto a cambiare. Infatti, vennero sviluppate scarpe per la grande massa di chi correva, che divennero sempre più ammortizzate e con un drop/differenziale maggiore nella zona del tallone. Ma perché? Perché la maggior parte di chi correva non era un vero corridore. In altre parole queste persone atterravano sul tallone come nella camminata normale, frenavano il loro peso e acceleravano di nuovo. Per proteggere queste persone, o meglio i loro talloni, dall impatto dovuto al peso del corpo che quadruplica durante la corsa, l’industria delle scarpe da running ha progettato fino a oggi diversi sistemi di ammortizzazione. “E questo va benissimo. Solo che la camminata veloce, vale a dire il jogging, non ha nulla a che vedere con la corsa. Per la grande massa – e parliamo di circa l 80 % di chi corre con questa tecnica – una scarpa ammortizzata va più che bene, ma non per coloro che vogliono correre velocemente e in modo efficace. I corridori ambiziosi hanno bisogno di scarpe con poco drop e ridotta ammortizzazione, con una forma curva e possibilmente con molto spazio per le loro dita, vale a dire scarpe larghe nella zona delle dita”, ci spiega Wolfgang Schweim.

LA CARRIERA DI WOLFGANG NELL’INDUSTRIA DELLA CORSA

Wolfgang iniziò, piuttosto casualmente, a lavorare come manager nell’industria sportiva. Alla fine degli anni Settanta l’ondata del jogging iniziò lentamente ad allargarsi, ovviamente verso l’Europa. In quel periodo Wolfgang Schweim aveva capito che non sarebbe riuscito a sfamare la sua famiglia come musicista. Così gli venne l’idea di scrivere una lettera al quartier generale americano della Nike, nella quale proponeva di importare in Germania le loro scarpe da corsa. Alcune settimane dopo ricevette una telefonata. Il caso volle che la Nike fosse in procinto di costruire a Weiterstadt (Germania) la prima filiale tedesca dell’azienda e Wolfgang avrebbe dovuto incontrarne l’amministratore. Da quel momento in poi i fatti si susseguirono molto rapidamente e venne assunto in un batter d’occhio! Wolfgang era uno spirito libero e per quei tempi aveva tante idee stravaganti in mente. Lui e la sua squadra introdussero la promozione musicale nell’industria sportiva e fecero riprodurre lo swoosh della Nike in grande scala sui muri spogli dei caseggiati berlinesi. Ne parlarono molti mezzi di comunicazione e in breve tempo tutti sapevano cosa fosse la Nike e cosa significasse il logo. Schweim divenne manager e collaborò allo sviluppo delle scarpe con tutte le libertà che ci si poteva immaginare all’epoca. Dopo il suo periodo alla Nike, Wolfgang lavorò per Le Coq Sportif, una sorella di Adidas, per Asics e alla fine divenne presidente e amministratore delegato di Saucony a Boston (USA). “In buona fede anche io ho sviluppato a volte scarpe “sbagliate” sulla base di studi e considerazioni durante le maratone. La deduzione erronea era: volevamo proteggere i talloni e abbiamo continuato ad alzare sempre di più le scarpe con sistemi di ammortizzazione, cambiando la statica del corpo. Con questo rialzo eccessivo nella zona del tallone, in realtà, le persone dovevano atterrare ancora prima sulla parte incriminata e così facendo aumentavano ulteriormente una funzione frenante durante il corso del movimento”, ammette oggi Wolfgang alla luce dei nuovi studi.

Il business principale dell’industria è chi fa jogging, non i corridori

RITORNO IN GERMANIA

Tra un lavoro e l’altro si prese volentieri un periodo di vacanza, e visse per esempio a lungo in India facendo un percorso di formazione yoga. Dopo aver rischiato un crash aereo, Wolfgang decise che aveva viaggiato abbastanza e a più di 50 anni ritornò in Germania. Si stabilì ad Heidelberg e tornò ad occuparsi di musica, fino a quando non gli arrivò la proposta di introdurre in Europa le scarpe da corsa del marchio americano “Newton Running”. Grazie a Newton Running, Wolfgang conobbe Patrick Lange, che gli aveva inviato una richiesta di sponsorizzazione.

Wolfgang si fece mostrare un video di Patrick e gli disse senza giri di parole che il suo stile di corsa era catastrofico. Patrick ne fu contemporaneamente stupito e interessato, benché in quel periodo inanellasse vittorie nel campionato tedesco (Bundesliga) di triathlon, fosse forte nella corsa e avesse tempi veloci sui 10 km. Così arrivarono a collaborare. “Patrick aveva già allora uno buon motore. Per me era chiaro che con uno stile di corsa efficace avrebbe raggiunto molti risultati. Ancora oggi penso che Patrick non abbia ancora raggiunto il massimo possibile con le sue performance”, spiega Schweim, che anche continua a correre ogni giorno e continua a collaborare come consulente nell’industria sportiva.

LA FILOSOFIA “RUNNING WOLF”

Wolfgang si volta indietro a guardare la sua esperienza di oltre quarant’anni nel mondo della corsa. Ha collaborato con molti atleti di punta e sviluppato tante scarpe da corsa. Si può dire senza esagerare che sia uno dei massimi esperti mondiali di corsa. Tutto il suo know-how e la sua formazione yoga confluiscono in una sorta di “arte della corsa”. Prima di tutto vuole sempre trasmettere la gioia di correre ed evidenziare che molto di ciò che noi consideriamo normale è falso e che ci siamo semplicemente abituati al falso. Con le scarpe, per esempio, siamo tutti dei mutanti che adattano la propria dinamica. Chi ha già corso o saltellato scalzo sul posto sa che senza scarpe non atterriamo mai sui talloni, ma sempre sugli alluci, perché interviene l’intelligenza corporea istintiva. Con le scarpe spesso è diverso. Noi camminiamo sui talloni, scattiamo sull’avampiede e un buon corridore si dovrebbe trovare all’incirca a metà strada. Nel caso di chi corre sui talloni molte forze vanno verso il basso, quindi nella direzione sbagliata. Adesso, però, chi pensa che si tratti solo di correre sull’avanpiede o sul mesopiede si sbaglia di grosso. L’allenamento di Wolfgang è un viaggio verso le origini della corsa e verso sé stessi.

Gabriele segue la formazione con Wolfgang a Mallorca (marzo 2017)

DALLA FORZA DI GRAVITÀ ALLA FORZA DELLA LEGGEREZZA

Fondamentalmente correre è difficile soltanto perché dobbiamo superare la forza di gravità e nel frattempo aggiustare il nostro baricentro. La corsa in tutta la sua perfezione diventa forza di leggerezza e il miglior esempio ne è Patrick Lange. Infatti, molte persone corrono come camminano ma, anche se questo fenomeno è un po’ cambiato con il movimento del natural running, alla fine non si tratta di correre con l’avanpiede o con il mesopiede. Effettivamente i piedi sono l’ultimo punto della questione su come si stia in piedi. Una postura di corsa ottimale inizia con la testa, passa attraverso le spalle e le braccia verso il tronco e solo alla fine termina sui piedi. Non porta a nulla considerare soltanto i piedi. La citazione preferita di Wolfgang recita: “Fai tutto giusto nella parte superiore e il resto viene da sé. L’impronta più forte non viene dai piedi, bensì prevalentemente dalla postura di tutto il corpo.” Per descrivere un’immagine della tecnica di corsa corretta Wolfgang lavora con sinonimi facili da visualizzare e applicare. Correre in modo efficiente significa risparmiare energia e per questo, secondo lui, abbiamo bisogno anche di flessibilità, elasticità e mobilità nelle giuste parti del corpo e non soltanto, come molti credono, di muscoli del tronco allenati. È necessaria una giusta tensione corporea e occorre percepire questa interazione tra le varie parti del corpo. Un suo consiglio è: “Ci si deve concentrare su come è il corpo e a un certo punto si percepisce anche come deve essere.”
Solo in pochi conoscono tutti i segreti della sua idea di corsa. Tra questi ci sono sicuramente i suoi atleti più famosi Patrick Lange e Laura Philipp. Ma anche alcuni suoi collaboratori formati direttamente da lui che praticano e divulgano l’ arte di correre Running Wolf. Infatti, tutti i consigli e i trucchi si possono imparare nei seminari Running Wolf (www.runningwolf.de)

Meike Maurer
traduzione di Camilla Pasteris

CONCLUSIONI

Ho avuto la fortuna di conoscere Wolfgang nel 2010 quando sono andato a comprare le scarpe Newton Running.
Anche dopo che Wolfgang nel 2012 ha lasciato l’azienda siamo sempre rimasti in contatto, e quando ha iniziato il progetto Running Wolf mi ha chiesto se volevo prendere parte ai suoi seminari di formazione, e portare la sua filosofia in Italia.
Conoscevo già il natural running (non a caso ci siamo conosciuti “a causa” delle scarpe Newton), ma la filosofia Running Wolf è MOLTO di più.
La connessione tra mente e corpo, il focus anche sulla parte superiore del corpo, il lavoro specifico su ogni persona, ed altro ancora.
È un altra disciplina: è l’ arte di correre!
Sia che tu ambisca a diventare un maratoneta di livello mondiale, sia che tu ambisca a correre 5km con leggerezza, se vuoi conoscere tutti i segreti di Running Wolf, puoi contattarmi via mail al seguente indirizzo gabriele@runningwolf.de.

Gabriele Bonuomo