Come è fatta una scarpa da running?

Sì, perché è importante sapere come è fatta una scarpa da running?
Se non sai come è fatta una scarpa, non puoi capire appieno cosa cerchi, scartare quello che non fa al caso tuo e scegliere invece quella giusta. Oppure, caso molto frequente, se non sai come è fatta una scarpa, potresti intestardirti su una scarpa anche se non va bene per te, e scartare una scarpa migliore che ti potrebbe essere consigliata con ragione.
Un grosso problema e grossa abitudine sbagliata da sradicare, è che si classificano le scarpe da running solo in base al peso, e di conseguenza all’ammortizzazione (correlata al peso secondo la “tradizionale” classificazione A1-A2-A3….). Lo fanno le riviste di settore, i forum, le aziende stesse. Niente di più obsoleto ragazzi/e!
È come giudicare una macchina solo dalla potenza del motore: è vero che più potente è il motore e più veloce arrivo al mare quando vado in vacanza (velox permettendo), ma ho proprio bisogno di tutti quei cavalli? E il comfort degli interni mi interessa? E la tenuta su strada mi interessa? E per come guido io va bene?

Una scarpa si compone di una suola, parte esteriore che entra a contatto col terreno (non particolarmente rilevante nella corsa su strada in piano); un’intersuola, parte mediana che di solito contiene il materiale ammortizzante (può essere più o meno densa/morbida e più o meno alta/bassa, e questo impatta molto la scelta); una tomaia o tela, che riveste la parte superiore del piede (la tomaia sembra un elemento “inutile”, o rilevante solo per la traspirazione, invece influisce molto sulle informazioni che il nostro piede trasmette al cervello, a seconda della sua elasticità e di quante cuciture presenta), una linguetta, anche questa una parte della scarpa apparentemente ininfluente che invece può influire tantissimo. Una soletta interna, removibile, che per esempio può fare la differenza (in negativo) quando la scarpa è consumata e sarebbe da cambiare. Una conchiglia, zona che fascia il tendine d’achille, storicamente rigida, ma che negli ultimi tempi col diffondersi di scarpe leggere e minimali, a volte è quasi inesistente. E’ un punto su cui prestare molta attenzione: tante persone si avvicinano al mondo delle scarpe leggere e minimali (io le chiamo destrutturate che descrive meglio), ma non sanno valutare questi aspetti. Due scarpe possono essere molto simili per il 99% degli elementi e differire solo per uno (ad esempio la conchiglia), ma questa unica differenza rende le scarpe molto molto diverse” (http://www.summitdaily.com/news/sports/how-to-find-a-running-shoe-that-fits/).

Ecco che il quadro cambia, rispetto al classico e obsoleto schema di classificazione A1 (sotto i 200 grammi) – A2 (tra 200 e 300 grammi) – A3 (sopra i 300 grammi) – A4.
Anche perchè i materiali si sono evoluti, e ci sono scarpe di rilevante qualità che sono molto ammortizzate e allo stesso tempo molto leggere (grazie a dei materiali dal basso peso specifico)
Però se ti informi solo sui canali classici, se non vai in profondità, se non ti affidi a degli esperti autentici, queste cose non le verrai mai a sapere. E possono fare la differenza!